Domenica 6 giugno a Magione commemorazione dei fatti di Montebuono
Magione 1 giugno 2010 – L’Amministrazione comunale di Magione commemorerà domenica 6 giugno, alle ore 16.30, i caduti di Montebuono, presso il monumento ad essi dedicato. Alla cerimonia interverranno, oltre ai parenti dei deceduti, Massimo Alunni Proietti, sindaco di Magione; Franco Tomassoni, assessore Regione Umbria; Lamberto Bottini, consigliere regionale; Alberto Stramaccioni, docente universitario; Francesco Innamorati, decorato al Valore Militare, A.N.P.I. di Perugia
«L’8 giugno del 1944 a Montebuono, località nella frazione di Agello del comune di Magione, - ricorda il sindaco Massimo Alunni Proietti - undici cittadini caddero sotto il fuoco delle mitragliatrici dell’esercito nazi-fascista in ritirata. Non un fatto sporadico, ma una vicenda inserita nel contesto delle “brigate partigiane” che, con il sostegno determinante delle truppe anglo-americane, ha contribuito alla “liberazione del nostro territorio e dell’Italia».
Nel 2005 al Comune di Magione è stata conferita la presidente della Repubblica la medaglia di bronzo al merito civile proprio per il sacrificio degli undici concittadini che “partecipavano – si legge nella motivazione – con fierezza e profonda fede in un’Italia democratica alla lotta partigiana subendo, da parte delle truppe tedesche in ritirata, una feroce rappresaglia».
«L’8 giugno del 1944 a Montebuono, località nella frazione di Agello del comune di Magione, - ricorda il sindaco Massimo Alunni Proietti - undici cittadini caddero sotto il fuoco delle mitragliatrici dell’esercito nazi-fascista in ritirata. Non un fatto sporadico, ma una vicenda inserita nel contesto delle “brigate partigiane” che, con il sostegno determinante delle truppe anglo-americane, ha contribuito alla “liberazione del nostro territorio e dell’Italia».
Nel 2005 al Comune di Magione è stata conferita la presidente della Repubblica la medaglia di bronzo al merito civile proprio per il sacrificio degli undici concittadini che “partecipavano – si legge nella motivazione – con fierezza e profonda fede in un’Italia democratica alla lotta partigiana subendo, da parte delle truppe tedesche in ritirata, una feroce rappresaglia».
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